Come organizzare un viaggio nei Balcani d’inverno

Sono tante le domande che mi sono posta prima di partire e le informazioni che ho tentato di cercare online per affrontare il viaggio nel migliore dei modi e per essere “preparata” al mix di culture che avrei incontrato. Tutto inutile.

Ai Balcani non ci si prepara mai abbastanza. I Balcani si lasciano scoprire solo se tu ti aprirai a loro e non il contrario. I Balcani sono difficili, meritano rispetto, solo così sapranno restituirti amore e gentilezza.

Vuoi andarci d’inverno? Ora ti racconterò il mio itinerario affinché tu possa trovare ispirazione per il tuo viaggio verso Est.

La mia esperienza nei Balcani è racchiusa in due viaggi, entrambi fatti d’inverno, ma in questo articolo vi racconterò quello intrapreso da Timisoara fino a Zagabria, passando per Belgrado e Sarajevo.

Balkan significa montagna e ovviamente le montagne sono state le protagoniste nell’esplorazione di questa parte della penisola balcanica. Come potrete immaginare è stato un viaggio all’insegna della lentezza, alla scoperta di queste terre dure e aspre con autobus e treni.

1 – Volo da Milano Bergamo a Timisoara

Era il 30 dicembre e con un volo Ryanair io e il mio fedele compagno di viaggio M. raggiungemmo Timisoara da Milano Bergamo. Arrivammo di mattina e sin dall’arrivo all’aeroporto, ci capitarono cose non proprio usuali.

Una ragazza dell’ufficio informazioni ci disse che l’autobus cittadino sarebbe passato nel pomeriggio (informazione che lì sul momento non verificammo) e una fila di tassisti rumeni ci aspettava fuori dall’aeroporto. Conoscevano l’italiano e iniziarono subito le trattative per darci un passaggio in centro.

Non ricordo il nome del nostro autista, ma era socievole e sorridente e tentava il classico approccio turistico verso gli Italiani (“ Ciao bella! Mamma mia, grazie mille”). Sebbene non mi piacesse la sua guida abbastanza spericolata (sorpassò una carretto trainato da un asinello, immettendosi nella corsia di sinistra, mentre un’automobile arrivava in senso opposto) ci fece scendere “quasi” in pieno centro, a differenza delle sue precedenti affermazioni.

Ci fermammo giusto il tempo di pranzare in uno dei tanti chioschetti natalizi di street food in Piazza Libertăţii e poi ci dirigemmo verso la stazione dei treni di Timisoara Nord. Pochissimo tempo a disposizione per visitare una città per cui vale la pena fermarsi qualche giorno in più.

Budget: tra i 9 e 19 €

 

2-Treno da Timisoara a Vrsac

Arrivare alla stazione di Timisoara Nord, dopo aver passeggiato per i viali alberati ed eleganti del centro città fu come avere un faccia a faccia immediato con l’altra metà della medaglia. Entrammo dall’ingresso principale e fu impossibile non notare subito i volti consumati della gente di strada che ne popolava gli angoli.

Nella biglietteria c’era una donna che parlava poco inglese e dallo sguardo severo, mi diede i biglietti per Belgrado e subito si rivolse ad un altro viaggiatore dietro di me. Neanche il tempo di chiedere quale binario raggiungere per salire sul nostro treno. Non era diretto, ma bisognava fare cambio a Vrsac.

Nella stazione di Timisoara non ci sono tabelloni degli orari dei treni in partenza e in arrivo. Il nostro treno arrivò al binario 1 e ci informò a riguardo, il capostazione. Un capostazione d’altri tempi, uno di quelli fischietto e paletta.

Il treno non era per niente male e accentuava il contrasto tra un’accennata comodità e il panorama fuori dal finestrino.

belgrado railway station
© Traveling Darkroom

Non dimenticherò mai il viaggio verso Vrsac per quello che vidi. Ricordo dei colori bellissimi sul far della sera, dal finestrino di un treno che viaggiava lentamente. Ai bordi della ferrovia, proprio a ridosso dei binari c’erano macchine parcheggiate, bambini che giocavano tra i rifiuti e ahimè inspiravano da buste di plastica trasparenti. Di tanto in tanto un capostazione ci salutava dalla sua casa-stazione, fischiando e alzando la paletta.

A 5 km dal confine Romania – Serbia, alla stazione di Stamora Moravita, i controllori salirono per verificare i nostri passaporti e che non avessimo nulla di compromettente con noi.

Budget: tra 12 e 15 €

 

3-Treno da Vrsac a Belgrado

Dopo venti minuti arrivammo alla stazione di Vrsac. Gli agenti doganali ci chiesero nuovamente i documenti e ricevemmo un bel timbro sul passaporto. Dopo trenta minuti salimmo sul treno che ci avrebbe portato alla stazione di Belgrado Dunav. Arrivammo in tarda serata e ci dirigemmo verso il nostro ostello in Beogradaska Street, in pieno centro.

Budget: compreso nel biglietto precedente

Station Belgrade
© Miloš Marković

4 – Autobus da Belgrado a Sarajevo

Dopo tre giorni trascorsi a Belgrado, decidemmo di proseguire per Sarajevo. Il pomeriggio del giorno prestabilito per la partenza, andammo direttamente in stazione per acquistare il biglietto dell’autobus. Ci sono diverse compagnie che permettono di raggiungere la Bosnia in bus, come Kondor, Centrotrans, Lasta, Transprodukt e Alamanis.

Il viaggio durò sette ore, ma fu ripagato da paesaggi pazzeschi: laghi e montagne si alternavano alle tipiche case bosniache dai tetti in legno spioventi. Visioni e dettagli che portano ancora i segni della guerra.

La parte più movimentata del viaggio fu il momento dei controlli doganali. Eravamo gli unici italiani a bordo dell’autobus e ci chiesero scendere prendendo i nostri zaini dal bagagliaio. Una volta scesi, ci divisero. Interdetti e confusi terminammo una perquisizione di 20 minuti a testa e a causa di ciò, l’autobus ripartì in ritardo, provocando un malcontento generale.

sarajevo snow bosnia herzegovina winter
© sundeviljeff

A Sarajevo ci sono due stazioni, la principale si trova in Put života 8, accanto alla stazione del treno, ed è collegata da frequenti linee da quasi tutte le destinazioni; l’altra si trova a Lukavica (Istocno Sarajevo, Sarajevo est) in Srpskih vladara 2 e vi arrivano solo gli autobus provenienti dalla Serbia e dal Montenegro. La stazione principale è a 15 minuti a piedi dal centro, quella di Lukavica dista 15 minuti dall’aeroporto, ma a 30 minuti in taxi (circa 10€) dal centro di Sarajevo.

Budget: tra 24 e 30 €

5 – Autobus da Sarajevo a Zagabria

Sarajevo d’inverno ci apparve come una città dura, difficile, con temperature molto basse, le strade strette e in salita, ma terribilmente affascinante, capace di accendere una curiosità pazzesca alla sola vista dei suoi palazzi decadenti e fatiscenti.

L’eccesiva neve ci costrinse a lasciare Sarajevo prima del previsto e a dirigerci verso Zagabria. Arrivammo nella capitale croata dopo un viaggio di sette ore. Tutta un’altra storia. Pur facendo parte dei Balcani, Zagabria ci sembrò molto diversa da tutto quello che avevamo visto e provato durante il viaggio. La gente pattinava sul ghiaccio. Il Natale era ancora nell’aria e sui palazzi non si vedevano i segni di proiettili.

Budget: tra 24 e 34 €

© Jorge Franganillo

 

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