Il meglio di Belgrado in due giorni

Verso la fine dell’anno di ogni anno, la gente è assalita dall’ansia di cosa dover fare a Capodanno. Per me il problema non si è mai posto: essendo meridionale e vivendo fuori casa da quando ho 18 anni, il Capodanno è sempre stato un motivo/momento da passare in famiglia.

Nel 2017 il mio Capodanno però è stato diverso: sono andata a Belgrado in compagnia di M.!

Ma cosa vai a fare in Serbia? Ma Belgrado non è pericolosa?

Belgrado è favolosa e ora vi racconterò il meglio di questa città, da vivere in due giorni.

Per sapere come sono arrivata a Belgrado, potrete scoprirlo qui.

1.Festeggiamenti in Piazza Nikola Pašić

Una volta lasciate le valigie in ostello il 31 dicembre, in un vecchio palazzo nella centralissima Beogradaska, ci siamo precipitati in centro per unirci ai festeggiamenti del popolo serbo.

Piazza Nikola Pašić era stracolma di gente e ricoperta di neve. Tutti si riscaldavano, ondeggiando sulle note di canzoni locali, dagli inconfondibili ritmi balcanici e sorseggiando vin brulè.

Le immagini della sera erano totalmente in contrasto con quelle del giorno dopo: una piazza soleggiata e deserta, dove si ergono alcuni dei monumenti più importati della città come il Parlamento serbo.

2.Chimney cake a colazione in Knez Mihailova

Splendeva il sole su Belgrado il primo dell’anno e la mattina era senza dubbio il momento migliore per visitare la città mezza addormentata dai festeggiamenti della sera prima.

Lasciato l’ostello, obiettivo ed esigenza primaria era far colazione.

Percorso il Bulevar kralja Aleksandra e svoltando sulla destra, camminando con il naso all’insù per cercare di cogliere le prime impressioni della città, ci siamo ritrovati nella famosa via dello shopping Knez Mihailova.

Chi mi conosce lo sa, non ho un debole per vestiti, borse e accessori, ma la mia più grande passione è il cibo.

Dunque, avevo l’imbarazzo della scelta tra tutti i chioschetti di street food dei mercatini natalizi.

Vendevano Pljeskavica (una sorta di hamburger), classici hot dog e Ćevapčići (a prima vista sembrano dei salsicciotti), non molto leggeri per fare colazione.

Meglio scegliere allora qualcosa di dolce e gustoso: chimney cake al cioccolato.

3.La miglior vista della città da Kalemgdan

Alla fine di Knez Mihailova, si trova il più bello e più esteso parco di Belgrado, Kalemegdan. Una volta, questa fortezza era una base militare, serviva come luogo da cui il nemico veniva osservato e atteso per la battaglia. Per questo motivo il suo nome deriva da due espressioni turche: “kale” – città cioè forte e “megdan” – campo.

Ricordo che all’ingresso del parco, una signora serba vendeva souvenir di ogni tipo: dai passaporti dell’ Ex Jugoslavia a proiettili trasformati in gioielli.

Passeggiando nel parco, si incontrano diversi monumenti i cui dettagli scoprii una volta tornata dal viaggio, ma ciò che attira subito l’attenzione è sicuramente l’esposizione di armi e carri armati della prima e della seconda guerra mondiale. Letteralmente un museo della guerra a cielo aperto.

Ma il meglio doveva ancora arrivare e infatti dai bastioni della fortezza, ho avuto l’occasione di godere la miglior vista della città, in particolare del punto in cui Sava e Danubio si incontrano.

© vladobgd

4.La kafana più antica di Belgrado

Dove pranzare dopo la lunga passeggiata nel parco Kalemegdan? Ma senza dubbio nella “kafana” (taverna) più antica della città “?”, Question Mark, che è a cinque minuti dal parco.

Arredato in tipico stile balcanico, l’atmosfera di questo posto è davvero confortevole e informale.

Abbiamo assaggiato piatti tipici di cui non ricordo il nome, ma davvero ottimi e gustosi.

L’unica nota stonata per me, erano le nuvole di fumo della gente nel locale. In Serbia è ancora possibile fumare nei luoghi pubblici!

5.La Belgrado bohémien: Skadarlija

Uno dei due quartieri che ho apprezzato di più è la cosiddetta Mormartre belgradese, ovvero la zona di Skadarljia.  Per comprendere il fascino di questo quartiere bisogna conoscerne un po’ la storia.

I primi dell’Ottocento, serbi e turchi e gitani si incontravano nelle bettole e in locali a basso costo per bere e passare le serate, che per la maggior parte delle volte si concludevano in risse. Un luogo non rinomato e raccomandabile, ma che con il tempo avrebbe attratto artisti e intellettuali, grazie agli affitti bassi. Le vecchie e malfamate kafane venivano sostituite lentamente con locali sempre più simili ai caffè letterari europei.

© Tijana Danilović

Nelle stradine piene di ciottoli di Skadarljia ci sono tantissimi ristoranti dove gustare piatti tipici, bere birre locali.

Al civico n°34 si trova la casa del pittore romantico Đura Jakšić, raffigurato anche da una statua posta all’ingresso.

Più avanti un murales ricopre le pareti dell’ex birrificio Bajloni, simbolo di un passato glorioso (all’apice del successo erano stati assunti 200 operai!).

Alla fine di Skadarska c’è un simbolo molto importante, la copia della fontana Sebilj, della piazza Baščaršija a Sarajevo. Fu un omaggio della città di Sarajevo a Belgrado per la nona conferenza dei paesi Non Allineati del 1989, un paio d’anni prima del conflitto.

È stato un pomeriggio piacevolissimo, ma il tour non finisce qui!

6.Savamala e la street art

Ecco la mia seconda zona preferita della città: Savamala.

Perché adoro Savamala? Per alcuni è la parte più brutta, ma io me ne sono innamorata perché dietro i palazzi fatiscenti e decadenti, riportati in vita dalla street art, c’è una delle anime di questa città. Da ex zona industriale si è trasformata nell’hub creativo di Belgrado.

Bisogna ritornare verso il fiume, ai piedi del ponte Branko per vedere posti come Kc Grad, spazio espositivo che accoglie un centro culturale, una libreria, un cafè, affacciati sulla ferrovia.

© mcveja

Al n°31 di  Karađorđeva Street, il murales più famoso della città, La Santa de Beograd cattura la vista delle navi che arrivano in porto.

Girando a zonzo per le vie di Savamala, i fili dei tram, la ferrovia, il caos del traffico cittadino sono smorzati dall’odore dei baklava e dei caffè. Ho apprezzato questo quartiere che ha saputo regalarmi un tramonto rosso fuoco sul Danubio, passeggiando lungo le sue sponde alla scoperta di tanti altri localini.

© Tonja Lapina

7.La chiesa ortodossa più grande del mondo

Il meglio del nostro secondo giorno a Belgrado è iniziato con la visita della chiesa ortodossa più grande del mondo. Si tratta del tempio di San Sava, nel quartiere residenziale di Vraçar. Arsa nel 1959 dagli ottomani e ricostruita 340 anni dopo e internamente ancora non completata. Molto più bella fuori che dentro.

© Sasha Popovic

8.Un salto nella storia: il museo di Tesla

In una villa residenziale del 1929, in via Kruska 51, si trova il museo dello scienziato Nikola Tesla.  All’inizio non ero molto entusiasta della scelta di visitare il museo, perché volevo approfittare della bella giornata di sole (chissà quanto sarebbe durato il sole nel nostro viaggio d’inverno nei Balcani), ma alla fine ne è valsa la pena.

Il museo conserva il patrimonio completo dello scienziato, che è stato trasferito a Belgrado nel 1951. L’esposizione permanente è costituita dai documenti originali, libri, riviste, progetti e disegni.

9. Il mausoleo di Tito mai trovato

Il titolo del paragrafo è chiaro e diretto: ho passato un intero pomeriggio alla ricerca della tomba di Tito e credo di essere anche arrivata lì vicino, ma non ho mai trovato l’ingresso. Su google maps indicava House of Flowers, eravamo lì intorno ma, la neve ci ha confuso parecchio. Aveva ripreso nuovamente a nevicare e non c’era nessuno che parlasse inglese in quel momento per darci una mano. È tra le cose migliori fatte a Belgrado, perché in fondo è bello perdersi in posti sconosciuti e lasciare qualcosa in sospeso tra te e una città.

È segno che tornerò a Belgrado, per vedere quello che non ho visto e conoscerla a fondo, proprio come quando da piccola, durante le gite scolastiche mia madre mi diceva: “Se lasci qualcosa nell’albergo di quella città, prima o poi finirai per tornarci!”

© Pavle Zivkovic

2 thoughts on “Il meglio di Belgrado in due giorni”

  1. Che bello questo racconto! Volevo chiederti… Secondo te è possibile visitare la città da sola??(è sicura? Cara? È facile da visitare?) grazie!
    Alr

    1. Ciao! 😊 Secondo me è un’ottima meta anche per girare in solitaria, con le dovute accortezze valide per qualsiasi posto del mondo. Nel 2017 non era assolutamente cara, anzi per ora per me resta una delle mete top per prezzo e cose da fare. È abbastanza facile da visitare 😊

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: