Mazara del Vallo, la città del vento e del mare

mazara del vallo

Se un giorno passi da Mazara del Vallo troverai una perla ancora nascosta nella sua conchiglia, non tanto apprezzata quanto meriterebbe, una seconda figlia di Sicilia, oscurata dalla sorella maggiore Marsala.

Affacciata sul canale di Sicilia, con lo sguardo rivolto alla Tunisia, c’è una città fatta di vento e di mare, spesso ignorata e dimenticata, ma dalla bellezza quasi esotica. Ti sorprenderai su quanto ci sia da vedere.

Non è una lista di cosa vedere a Mazara del Vallo, ma la descrizione dei dettagli che mi hanno fatto conquistato.

Se ascolti il vento che soffia tra i vicoli del centro storico, potrai sentire ancora voci straniere che si aggiravano in tempi antichi e l’atmosfera di pace che regnava nonostante le diversità. In epoca medievale,infatti, latini, greci, ebrei e musulmani s’incrociavano per queste strade senza rancori e avversità. 

Ed è per questo che passeggiare tra chiese antiche, custodi di straordinarie opere barocche e arabo-normanne come la Chiesa di San Francesco, tra i vicoli bianchi e stretti, abbelliti da maioliche colorate della Kasbah, sembrerà una cosa sorprendentemente naturale.

kasbah mazara del vallo

E se proprio passate di là, fermatevi nel Vicolo del Vento. “In questo vicolo il vento non smette mai di soffiare. Quando anche non si muove foglia, un alito di vento lambisce sempre questo luogo. È il dio Eolo che vigila su questo spazio, figlio della magia, della libertà e dell’ambizione.”

kasbah mazara del vallo sicilia occidentale

In via del Carmine c’è un teatro del 1848, il Teatro Garibaldi. È unico nel suo genere: all’esterno non presenta grandi decorazioni, ma all’interno richiama le decorazioni folcloristiche dei carretti siciliani, è tutto in legno e fu creato con i fasciami dei pescherecci dismessi. Un teatro che profuma di mare. Un teatro simbolo della volontà del popolo.

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Teatro Garibaldi

Ogni giorno intorno alle due del pomeriggio, se vai alla marina, assisterai a un’arte d’altri tempi: l’abbaniata, il grido o canto di richiamo che i venditori siciliani rivolgono ai loro clienti per attirare la loro attenzione. I pescherecci rientrano in porto, carichi di pesci freschi e in pochi minuti inizia l’asta per aggiudicarsi la merce migliore, accompagnata da grida di sorpresa, meraviglia, oppure anche di liti.

marina di mazara del vallo

Se stai girando la Sicilia in bici o semplicemente ami tanto camminare, puoi godere il meglio di questa città percorrendo diciotto chilometri di costa, da Torretta Granitola alla Spiaggia di Capofeto: la forza del vento e del mare hanno creato uno spettacolo della natura.

faro torretta granitola

 Partendo dal meraviglioso borgo di pescatore di Torretta Granitola, s’incontrano le scogliere di rocce tufacee, prese d’assalto dai conquistatori arabi della Sicilia. Il 17 giugno dell’827, doppiata Punta Granitola, si racconta di un’immensa nube nera che avvolse la rocciosa costa di Quarara e il fumo farsi più denso verso il promontorio del Saurello.

C’erano vascelli in fiamme, per opera del loro stesso generale e più di 10000 uomini furono privati della speranza di fare ritorno nei lidi di partenza, quale che fosse stato l’esito della battaglia contro i bizantini. La battaglia contro i Bizantini si tenne intorno a dei laghetti poco distanti, oggi noti come Gorghi Tondi.

E abbandonare il mare per una deviazione nel verde di questa riserva naturale è assolutamente da considerare. La Riserva Naturale del “Lago Preola e Gorghi Tondi” è un posto bellissimo, casa del falco, dei germani reali, delle tartarughe, ma anche delle orchidee selvatiche, degli anemoni e del tarassaco.

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Riserva naturale dei Gorghi Tondi

Ritornando verso il mare, la costa rimane rocciosa fino a superare il ponte bianco di Quarara e da qui in poi c’è un primo assaggio di spiaggia bianca a basso fondale.

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Lungomare di Mazara del Vallo

Attraversando interamente la città si arriva prima alla spiaggia di Tonnarella, dall’aspetto decisamente caraibico e poi finalmente alla riserva naturale di Capo Feto, dove dune sabbiose si alternano a specchi d’acqua in mezzo alla macchia mediterranea. Qui la spiaggia è selvaggia e silenziosa e per gli amanti di kitesurf è un piccolo paradiso.

Ci sono luoghi reali, eppure capaci di un’esistenza distaccata, sospesa. Un’esistenza che trascende le ordinarie coordinate umane dello spazio e del tempo. Lì abita ciò che noi inconsapevolmente siamo: una nostalgia, la semplice nostalgia, in fondo, di un approdo sicuro nella traversata dell’esistenza perchè, in fondo, “nous sommes embarqués”

Pascal

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