Marrakech e dintorni: trekking nella valle dell’Ourika

valle ourika marrakech marocco

Pur essendo rimasti folgorati da Marrakech e i suoi tesori, il meglio del nostro viaggio in Marocco è stata l’escursione nella valle d’Ourika. Abbiamo prenotato direttamente dall’Italia tramite il sito Get your Guide e l’agenzia locale che ci ha organizzato la giornata è Click Excursion. Alle nove del mattino, il nostro autista è venuto a prenderci direttamente al riad, per poi passare a prendere gli altri futuri compagni di viaggio, tre signore americane (nonna, madre e figlia) e una signora tedesca, intrepida viaggiatrice solitaria di ben 70 anni.

Alle porte di Marrakech la strada inizia a salire e nei pressi di un punto panoramico, che coincide con una sorta di stazione di servizio/ bottega artigianale ci siamo fermati per scattare alcune foto a un paesaggio dove gli ulivi fanno da padrone. Abbiamo proseguito con la visita a una cooperativa femminile che si occupa della produzione di olio d’argan.

Subito siamo stati accolti da una ragazza che parlava inglese e abbiamo assistito ad una dimostrazione artigianale della lavorazione dell’olio d’argan. Alcune signore, sedute a terra, lavoravano i semi di Argan, dalla pulitura, all’apertura, al pestaggio.

In seguito, ci hanno presentato i prodotti in vendita, che comprendevano per la maggior parte confezioni di cosmetici ben esposte nella stanza dell’antico frantoio. Erano prodotti abbastanza costosi, ma abbiamo ceduto con l’acquisto di un flacone d’olio d’argan, per contribuire e sostenere la cooperativa.

Inoltrandoci sempre più nella valle, tanti scricchiolanti ponti di legno, a volte sistemati alla bene e meglio, spesso collegano la strada a piccoli ristoranti sull’altra sponda del torrente.

Una volta giunti al villaggio di Setti Fatma, siamo stati accolti da una guida locale che ci ha accompagnato nella visita delle cascate attraverso un piccolo trekking dalla durata totale di due ore. Il percorso è stato tanto fantastico quanto impervio e scivolo e per fortuna eravamo muniti di scarpe da trekking, a differenza delle nostre compagne di viaggio americane.

Lungo il sentiero tanti piccoli chioschi vendevano prodotti artigianali e bibite. Siamo giunti al primo salto della cascata dopo appena venti minuti. Non era eccessivamente alto, solo alcuni metri e si gettava in quello che è un piccolo laghetto naturale.

Abbiamo continuato a salire dopo aver evitato una ripida roccia con una scala di ferro. Da un terrazzino panoramico siamo riusciti ad ammirare altri tre salti della cascata. In tutto sarebbero sette, ma per vedere gli altri sarebbero necessarie altre ore di cammino. Il panorama su tutta la valle era davvero splendido. Abbiamo iniziato a scendere sull’altro versante della montagna e la vista ricadeva sul piccolo villaggio di Setti Fatma.

Dopo questa lunga passeggiata ci siamo diretti verso il ristorante scelto dall’agenzia e abbiamo avuto un’oretta circa per pranzare. Sulla strada di ritorno verso Marrakech ci siamo fermati presso una famiglia locale per visitare una casa berbera. I berberi o i cosiddetti “uomini liberi” sono le popolazioni autoctone dei territori nord-africani.

Una ragazza che parlava inglese ci ha mostrato l’interno della casa, fatta di fango e mattoni, dai colori rossastri proprio come le montagne circostanti. Ci ha mostrato le stanze, il vasellame per il ramadan, la cucina a cielo aperto e il mulino in pietra per macinare il grano. Anche se breve, è stata un’esperienza sicuramente unica e autentica.

La nostra escursione si è svolta di lunedì ed è proprio di lunedì che si svolge il mercato berbero. La sensazione di spaesamento provata a Marrakech è nulla in confronto allo stupore provato tra i banchi del mercato. Ci è sembrato di ritornare indietro nel tempo, di non so quanti anni.

Il mercato qui ha una certa valenza, perché rappresenta il centro in cui poter svolgere commissioni e accedere a dei servizi, di cui i villaggi nei dintorni sono sprovvisti.

In mezzo ai banchi di frutta e verdura, ragazzini spennano pollame, uomini si occupano di inserire placche di ferro ai muli e agli asini, barbieri e dentisti con grosse tenaglie sono sempre all’opera con i propri clienti e c’è anche chi decide di farsi curare da un medico in una tenda improvvisata.

Quelle immagini resteranno per sempre nella mia memoria perché è qualcosa di veramente unico.

La visita al mercato è durata una trentina di minuti, dopodiché siamo ritornati a Marrakech, per rifugiarci nel riad e metabolizzare la giornata pazzesca che abbiamo vissuto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: