La via degli dei pt.1: da Bologna a Monzuno

“Per uno come me che è nato e cresciuto a Bologna, pensare a Firenze vuol dire immaginare un luogo quasi mitico, vicino ma anche per certi aspetti molto lontano. Firenze è là dietro l’Appennino, distesa e fiera nella Valle dell’Arno, ed è oltre quel confine che si vede da lontano, quel profilo disegnato dai crinali delle vette appenniniche. Quelli della mia generazione, a volte presi dalla noia del sabato sera, andavano a Firenze a prendere un caffè per poi tornare subito a casa a dormire, nel mentre che l’alba colorava il cielo di rosa. Immaginare un viaggio fino a Firenze a piedi per noi era una specie d’impresa, anzi, se devo dirla tutta, non era neanche pensabile. Poi venne la Via degli Dei (VDV) quando ancora era un percorso per pochi intimi, poco o per nulla segnalato, a cambiare le cose e a renderlo possibile.” (Stefano Fazzioli)

Con lo stesso spirito d’avventura e con la guida di Fazzioli, senza pensarci tanto, un pomeriggio d’agosto di due anni fa, preparai lo zaino e decisi di partire. Ovviamente agosto non è un mese raccomandabile per un cammino del genere, ma la voglia arrivò in quel momento e decisi di assecondarla.

Non percorsi il cammino per intero a causa del lavoro, ma con molta calma e tranquillità raggiunsi come ultima tappa Monzuno, ripromettendomi che sarei ripartita da lì per arrivare a Firenze, una seconda volta.

Prima di raccontarvi i dettagli del trekking, è bene dare qualche informazione sul percorso e sulla sua storia.

Partendo dall’idea che chi cammina non vuole mettere i propri passi sull’asfalto, un giorno alla fine degli anni Ottanta, alcuni amici iniziarono a disegnare quella che oggi è la Via degli Dei, VD. La VD ricalca la antica via romana solo per 36 km, lungo i quali potrete vedere il lavoro ventennale di Cesare Agostini e Franco Santi, i suoi scopritori dei loro weekend estivi. Questa via è dunque il percorso escursionistico che unisce Bologna a Firenze, in parte sovrapposta all’ antica Flaminia Militare.

Come suddividere il percorso?

Ecco alcuni possibili esempi di suddivisione:

4 giorni: Bologna, Brento/ Pian di Balestra/ S.Piero a Sieve/ Firenze.

5 giorni ( 2 ipotesi):

  • Bologna,Badolo/Madonna dei Fornelli/ Monte di Fò/ San Piero a Sieve/ Firenze
  • Bologna, Sasso Marconi/ Monzuno/ Traversa/ San Pietro a Sieve/ Firenze.

6 giorni: Bologna, Badolo –Sasso Marconi/ Madonna dei Fornelli/ Monte di Fò – Traversa/ San Piero a Sieve/ Olmo Bivignano/ Firenze

7 giorni: Bologna, Badolo –Sasso Marconi/ Monzuno/ Pian di Balestra/ Monte di Fò – Traversa/ San Piero a Sieve/ Olmo – Bivigliano/ Firenze

8 giorni:

  • Bologna, Sasso Marconi/ Monzuno/ Madonna dei Fornelli – Pian di Balestra/ Monte di Fò-Traversa/ San Piero a Sieve/ Olmo/ Fiesole/ Firenze.
  • Bologna, Sasso Marconi/ Brento/ Madonna dei Fornelli – Pian di Balestra/ Monte di Fò- Traversa/ San Piero a Sieve/ Olmo Bivigliano/ Fiesole/ Firenze.

I trekking non s’improvvisano, ma per me e il mio compagno di viaggio M. fu un po’ così. Ora vi racconto la nostra avventura di due giorni, con tenda e zaino in spalla.

Giorno 1: Bologna – Badolo

Da Piazza Maggiore, il classico punto d’inizio del cammino, si prosegue verso Via Saragozza, attraversando l’arco del Meloncello per poter percorrere i 666 portici che portano al Santuario di San Luca.

Una volta saliti a San Luca, bisogna proseguire verso Casalecchio, procedendo per un pezzo breve di strada asfaltata e imboccando sulla destra Via dei Bregoli, che attraverso un boschetto porta al Parco Talon. Ci sono due possibilità per proseguire: una consigliata soprattutto in caso di pioggia, a causa del terreno troppo fangoso che è la variante di Palazzo de’ Rossi, oppure la VD classica che procede lungo la via destra del fiume.

Dunque giunti al Parco, si procede lungo il viale alberato, passando accanto i resti della Villa Sampieri –Talon, per poi entrare nel boschetto. L’obiettivo è raggiungere il lungofiume, che avrete sulla vostra destra e arrivare nei pressi di un ponte blu.

Se rimanete sulla riva destra (la sinistra per noi che veniamo da Bologna, si indica la destra perché si considera la direzione dell’acqua) continua il percorso per la VD classica, mentre se si attraversa il ponte, si opta per la variante che percorre il lato sinistro del Reno e che passa per Palazzo de Rossi.

Noi abbiamo optato per la variante e seguendo le indicazioni della nostra fantastica guida, siamo arrivati ad attraversare la piazza di Palazzo de Rossi e dirigerci fino al cartello marrone che indica l’Oasi Naturalistica di San Gherardo, per attraversare il mitico ponte sospeso di Vizzano.

Risalite per Via Vizzano e arrivando alle “Ganzole” si può raggiungere Sasso Marconi. Partendo dalla Stazione F.S. di Sasso Marconi si risale il sentiero CAI 122 che porta al parco dei Prati di Mugnano.

Arrivati al ristorante Prati di Mugnano ci si dirige all’interno del Parco, si supera il parcheggio e si arriva alla “Piazza” dove si prosegue seguendo il sentiero CAI 110  (attenzione perché ci sono diversi bivi, il primo con la “Bologna- Firenze” ed il secondo con Monte Mario).

Si prosegue fino ad arrivare al quadrivio de La Commenda. Qui ci sono due alternative:

  1. a) Sentiero 122 VD: si prende il sentiero sulla sinistra e si prosegue lungo il sentiero. Si arriva in via delle Orchidee e si svolta a destra sulla Provinciale di Badolo fino ad arrivare al Giardino Botanico Nova Arbora. Si prosegue lungo la strada asfaltata fino ad imboccare il sentiero sulla sinistra che sale fino a Monte del Frate.
  2. b) Sentiero 110 VD: si prende il sentiero a destra e prosegue in direzione Rio Raibano-Brento (CAI 110), scendendo per una discesa abbastanza ripida. Arrivati alla statale, si raggiunge il bivio che sale a Battedizzo e poi per Badolo su strada asfaltata. Nei pressi del fosso Raibano si può prendere il sentiero del CAI 110 per raggiungere Badolo evitando l’asfalto.

Indicazioni tratte dal sito della via degli dei.

25 km percorsi e una volta arrivati sul far del tramonto a Badolo, posizionammo la tenda davanti la (unica) casa di un gentile signore, che ci offrì qualcosa da mangiare per cena.

Non troverete acqua e cibo lungo il percorso, quindi meglio organizzarsi prima di partire. Il primo posto utile per il rifornimento d’acqua è Sasso Marconi. Badolo è una località piccolissima, dove non c’è nessun negozio!

Giorno 2: Badolo – Monzuno

Il mattino seguente abbiamo ripreso il nostro cammino. Appena passata la chiesa di Badolo, dopo una cabina dell’Enel riparte il sentiero CAI 110 VD (in direzione Monte Adone/Brento).

I due sentieri si ricongiungono nei pressi di Monte del Frate.Proseguendo il sentiero si arriva a Brento e si costeggia il Centro Tutela e Ricerca di Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone.

Sulla sinistra c’è un discesa che porta alla cima di Monte Adone (seguire il sentiero CAI 110 Monte Adone, in alternativa se si è molto stanchi si può tagliare Monte Adone proseguendo per il sentiero diretto per Brento su cui non è segnalato il numero.

Arrivati alle due croci di Monte Adone si gode di un bellissimo panorama.

Si ridiscende poi verso Brento e si segue un lungo tratto di strada asfaltata che raggiunge prima Monterumici e poi Monzuno. Arrivati finalmente a Monzuno abbiamo campeggiato nel giardino del fantastico B&B Il rifugio del Viandante, grazie alla gentilezza dei proprietari.

Il nostro trekking finisce proprio a Monzuno, da cui riprendiamo il treno per Bologna.

Livello di difficolà? Medio, non è proprio una semplice passeggiata. Lo rifarei? Assolutamente sì!

“E comunque, la via degli dei  parte da Piazza Maggiore e arriva a piazza della Signoria. E’ estremamente interessante questo aspetto delle due città, vedere come Bologna si trasfroma piano piano in Firenze, gradualmente ritornare a percepire che c’è uno spazio in mezzo a queste due città. Se prendi il Frecciarossa lo spazio in mezzo non esiste più. “ Stefano Fazzioli

Guida ufficiale: La via degli dei di Stefano Fazzioli, edizioni dei cammini – Guide

 

 

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