Cosa vedere a Bologna – 10 posti speciali da non perdere

La prima volta che ho visto Bologna è stato il 2013: un viaggio in treno di quattordici ore dal profondo Sud,” soltanto” per un concerto.

All’epoca ero una studentessa e i soldi erano sempre pochi, perciò l’offerta Intercity Lecce-Bologna a 19 euro con un’eternità di ore da affrontare, mi sembrò in ogni caso un buon compromesso.

Quando vidi Bologna per la prima volta, decisi subito che in un modo o nell’altro mi sarei trasferita qui e che questa città sarebbe stata anche casa mia.

Cinque anni dopo, vita da nomade a parte, sono temporaneamente in pianta stabile in questa meravigliosa città e vi svelerò 10 posti speciali che vi faranno innamorare di Bologna a prima vista.

1. I portici di San Luca

Quando sei in treno e fai ritorno a Bologna, anche se le comunicazioni fossero interrotte e tu non avessi la minima idea di dove ti trovi, guardando dal finestrino vedrai il santuario di San Luca a segnalarti di essere tornata a casa.

666 arcate di sudore e meraviglia.

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© Fabio Duma

2. Villa Spada e i Trecento Scalini

E all’improvviso il traffico scompare e puoi godere di un po’ di verde in città.

All’angolo di via Saragozza e via Casaglia, una splendida villa settecentesca in stile neoclassico è adagiata alle spalle di un parco, esteso su una zona collinare. Villa Spada ospita dal 1990 il Museo della Tappezzeria e una biblioteca.

Un po’ più avanti, sempre in Via di Casaglia, al numero 37, saliti Trecento Scalini, si arriva in cima a una collina con una splendida vista su San Luca, nel bel mezzo del Parco San Pellegrino. Un posto perfetto per rilassarsi e rifugiarsi dallo stress cittadino.

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www.italianways.com

3. San Giovanni in Monte

Passeggiando su via Santo Stefano, tra pasticcerie, negozi di artigiano e atelier, l’occhio cade irresistibilmente su una piazzetta, sopraelevata rispetto all’assetto stradale.  La piazzetta della chiesa di San Giovanni in Monte è uno di quei posti che ti fanno venire voglia di avere un libro dietro e fermarti a leggere, in completa quiete e spensieratezza.

4. Giardini San Leonardo

A pochi metri dalla John Hopkins, in via Belmeloro, un giardino nel bel mezzo della zona universitaria è un luogo che ha un fascino tutto particolare. Sono tanti gli studenti che si riuniscono qui per leggere, socializzare e rilassarsi in uno spazio confortevole e simbolo della Bologna universitaria, quella vera e genuina. Il parco è stato custodito per un ventennio dalla Signora Anna e dall’Associazione la Formica. Ora è gestito dal Comitato Piazza Verdi.

6.Villa Aldini

Sempre dritto da Porta San Mamolo (la porta non c’è!) fin su, per la via dell’Osservanza, si trova una splendida villa neoclassica, nata per ricordare l’escursione di Napoleone in quei luoghi.

Si racconta che Napoleone rimase particolarmente colpito dalla vista del panorama gridando: «Ça c’est superbe!».

Dunque, è facile immaginare perché sia tra i posti di Bologna che preferisco.

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© Fabio Duma – www.travelmag.com

7.Torre Prendiparte

Camminando in pieno di centro, ben nascosta dagli occhi dei più distratti, nel bel mezzo di un groviglio di vicoletti, si erge la Torre dei Prendiparte, una delle poche torri sopravvissute (dovevano essere un centinaio). Dodici piani e 60 metri per godere una delle viste migliori sui tetti bolognesi. La torre è sede di eventi per un numero ristretto di persone.

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© Dimitris Kamaras

 

8.Piazza San Domenico (di sera)

La Basilica di San Domenico alla luce del sole, non ha lo stesso fascino che la pervade la sera.  Bisogna andarci per comprenderlo.

©Stefano T

9. Parco di Villa Ghigi

La collina fuori porta, la descrivono in tanti, oppure scrigno di biodiversità. In uno dei più bei parchi bolognesi, ampio 28 ettari, c’è una villa seicentesca abbandonata, che per ultima appartenne alla famiglia Ghigi.

La mia prima volta a Villa Ghigi è stata per un’osservazione astronomica. Lontano dalle luci della città, la via Lattea era particolarmente visibile in una fantastica notte d’estate.

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© Tullio Danese

10. Giardini segreti di Via Orfeo

Da via della Braina si può accedere (quando le iniziative cittadine lo consentono) a un gioiello naturale preservato per secoli: l’ultimo orto conventuale di origine medievale sopravvissuto al cemento.Si trova all’interno di un ex Istituto delle Sordomute Povere.

È stato preservato grazie grazie alla presenza del vivaista Boschi che, in affitto dall’Istituto dal 1965, oltre a curare l’orto lo teneva aperto per i cittadini. Tutto bene fino al 2003 quando i residenti hanno raccolto tremila firme contro il progetto di costruire un parcheggio.

“La bocciatura della Commissione edilizia, il progetto che naufraga, il vivaista sfrattato, il portone chiuso per sempre, il verde che «scompare»”.

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© colazioneconary

E tu quali posti di Bologna preferisci? Scrivilo nei commenti!

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