Bilbao in 24 h. Cosa fare e dove andare.

Nel País Vasco piangi due volte, una quando arrivi e una quando te ne vai. Sembra proprio un remake di Benvenuti al Sud, ma è la verità e dopo un anno di Erasmus a Bilbao, lo posso scrivere anche in versione HTML.

Oggi, voglio dedicare un intero articolo a questa meravigliosa città basca, così particolare e differente da tutte le città spagnole che avevo visitato prima, da meritarsi la frase del film che ho menzionato sopra. Quando arrivi ti senti spiazzato perché hai la sensazione di essere finito, per un attimo, in una città del nord d’Europa e la gente non ti saluta con Adiós, ma con Agur. Tutto è pulito e perfetto per le strade. Al calar del sole (quando hai la fortuna di vederlo), Bilbao è come il mare: ti restituisce tutto il calore assorbito durante il giorno e sta a te apprezzarlo e sfruttarlo.

VI FARÒ INNAMORARE DI BILBAO IN 24 H, TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE. HO POCO TEMPO PER CONQUISTARVI, MA LA CHIAVE SARÀ CONDIVIDERE CON VOI I POSTI, CHE PER UN ANNO HANNO RESO BILBAO, LA MIA SECONDA CASA.

H 10,00

Immaginando che abbiate preso un volo da Milano Bergamo o Roma Ciampino per Santander e che in seguito, con l’ autobus siate arrivati alla stazione degli autobus di San Mamés, scegliamo come zona di partenza Indauxtu, che è a 12 minuti dal vostro luogo di arrivo. Colazione in stile basco, impensabile all’inizio per un’italiana, ma di seguito una delle migliori abitudini di sempre: bocata de jamòn serrano e cafè con leche per iniziare energicamente la giornata. Il mio bar di fiducia è  Cafè Bar Zua Bilbao presso Areiltza Doktorearen Zumarkalea.

H 10,30

A 600 m da questo bar, si trova l’ Alhóndiga di Bilbao, un edificio emblematico per la città: un ex Wine Store che si è convertito in un centro culturale e d’ intrattenimento per tutti i Bilbaini. Arrivati lì, oltre ad essere affascinati dalle decorazioni delle colonne, quando alzerete lo sguardo verso il cielo, sarete sorpresi.


Se siete appassionati di fotografia, potrete sfogliare gratuitamente tutte le raccolte presenti o se volete leggere un giornale locale per farvi un’idea sulla realtà cittadina, non c’è che da chiedere.

H 11,30

Dopo aver esplorato in lungo e in largo l’Alhóndiga, ci dirigiamo verso il cuore della città, la piazza floreale di Moyua, attraversando l’elegante Alameda Recalde. A Bilbao c’è n’è per tutti i gusti. La Gran Via ci aspetta alla destra di questa piazza circolare, al lato dell’Hotel Carlton, uno di quelli in cui alloggiano i calciatori in trasferta, per farvi intendere il calibro.

H 12,30

Percorsa la Gran Via de Don Diego Lopez de Haro, senza cambiar direzione, raggiungiamo il Puente del Arenal che si erge sul Nervión. Alla vostra destra la pittoresca Estación de Abando, di fronte il Teatro Arriaga. La nostra meta però è Plaza Nueva, alle spalle del teatro, dove ci aspetta la ruta de pintxos. L’orario non coincide assolutamente con i ritmi locali, ma la nostra giornata è lunga, quindi animo!

Il mio consiglio è uno dei più classici: Cafè Bar Bilbao e Gure Toki. Ordinate Txakoli, vino bianco basco, e fidatevi del vostro gusto e intuito nella scelta dei pintxos. Ecco, questa è l’unica cosa su cui non saprei darvi consigli:sono troppi! Uno dei miei preferiti è a base di gamberetti arrotolati nel bacon.

Plaza Nueva – Andy Nash

H 14,00

Plaza Nueva è vicinissima a Plaza Unamuno, approssimativamente 150 m. Prendiamo la metro perchè il posto in questione non è comodamente raggiungibile a piedi da dove siamo ora, ma vale la pena, soprattutto per gli amanti dell’underground!

Linea 1 o 2 non fa differenza; direzione Plentzia/ Kabieses; fermata San Mamès. Un saluto alla Catedral (lo stadio San Mamès) e procediamo sulla destra, costeggiando la Plaza del Sagrado Corazon  (c’è un obelisco di 40 m nel mezzo che sorregge la statua di Jesù) e superato il ponte, con la Carola  (la gru rossa ) alla sinistra, percorriamo l’altra sponda del Nervión. Intrapresa Botikazar Erribera, che poi diventa Deustuibarra, sempre dritto fino a quando si  svolta sulla destra in De la Fuente Etxartea. Questa passeggiata di 25 min circa sarà ricompensata dall’ ambiente unico dello ZAWP (Zorrotzaurre Art Work in Progress)un movimento nato nel 2008, con lo scopo di rivitalizzare l’area industriale in questione attraverso la creatività e la cultura. Qui troverete opere di artisti locali, dolci fatti in casa, articoli dal design unico, mercatini vintage, lezioni di ballo, workshop e quant’altro è previsto dall’agenda settimanale e mensile.

H 16,30

Ora è il momento di farvi conoscere una Bilbao completamente differente, che non troverete sulle guide turistiche: il quartiere San Francisco. Se provate a fare qualche ricerca su internet o se chiedete dove non è raccomandabile vivere, vi verrà menzionata subito questa zona. La scelta, per quanto mi riguarda, è soggettiva e dipende da persona a persona, considerando che Bilbao è una delle città più sicure che io conosca. In ogni caso, girare di giorno per San Francisco ti dà la sensazione di essere in un posto a parte. È un quartiere pieno di contraddizioni, dove vivono la maggior parte degli immigrati e dove sono presenti gli ambienti più alternativi. Si estende verso l’alto, come se fosse su una collina rispetto al Casco Viejo ed è costituito da stradine in salita che si intrecciano e a cui angoli, puoi trovare opere di Street Art, di cui sono una grande fan. Altra chicca della zona è il BILBOROCK, una chiesa sconsacrata in cui si tengono concerti e opere teatrali.

Ah dimenticavo per raggiungere questa zona dallo ZWAP, occorre prendere la metro nuovamente da San Mamés o Deusto e fermarsi ad Abando, uscita Gran Via e poi di lì…. chiedete ai passanti, altrimenti che viaggio eh!

H 19,00

Pronti per il magic moment? Dovunque voi siate, sia che abbiate seguito il mio itinerario, sia che abbiate creato il vostro, correte a prendere la metro: direzione Plentzia questa volta, fermata Sopela.

È l’ora dell’Aperitivo sull’Oceano. I Baschi non hanno la cultura dell’aperitivo, ma per loro è sempre un ottimo momento per tomar una caña, alias bere una birra. Una volta arrivati, vi tocca una mezz’ora a piedi per raggiungere El Peñon o come lo chiamo io il “Bar dei Surfisti”. La mia prima volta lì è stata dopo una lezione di Surf. Godetevi la vista.

H 22.30

Tempo di ritornare in città e questa volta vi consiglio di scendere alla fermata metro di Moyua, per poi intraprendere la via El Cano e al successivo incrocio, Iparaguirre Kalea. Non potevo omettere il Guggenheim, ma per me il suo incanto è di sera. Passeggiate, esplorate e assaporate la foschia del fiume e le luci di una città che nonostante il probabile grigio mattutino, di notte non vi deluderà mai.

La giornata è stata lunga e riconosco che un percorso così descritto non sia semplicissimo e lineare, per questo vi chiedo un ultimo sforzo per poi abbandonarvi al vostro meritato relax. I miei due bar preferiti sono a 100 m di distanza l’uno dall’altro e si affacciano sul Nerviòn in direzione del Casco Viejo. Sono ad un quarto d’ora di distanza dal Guggi. A voi la scelta tra il Kubrick e il Baobab!

H 02.00

Siete ancora carichi? Bene allora, Kafe Antzokia y ya està!

PUES, NADA…VENGA. AGUR!

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