48 ore a Bucarest, tra fascino e decadenza

Come trascorrere un weekend a Bucarest a meno di 150 €

Trascorrere un weekend a Bucarest è un’opzione che non si può escludere, se si vuole visitare una meta diversa dal solito e allo stesso tempo concedersi un viaggio low cost.

Tutti vanno a Londra, Berlino, Parigi, Lisbona ma quanti conoscono le bellezze della Romania? Beh, qualora avessi un dubbio sulla scelta da fare, la Ryanair te lo toglie.

Ecco allora i dettagli di come cinque ragazze hanno trascorso due giorni nella capitale rumena, con un budget di 150 € all’inclusive.

Taxi Aeroporto di Bologna: 6 € ( taxi condiviso)

Volo Ryanair: Bologna – Bucarest a/r 19,98€

Alloggio: Ostello Podstel, 22 € per due notti

Autobus Bucarest aeroporto – centro a/r (biglietto da 10 corse pagato 30 Lei, praticamente la tratta a/r è stata poco meno di 1,50 € a testa)

Cosa fare a Bucarest in (quasi) 48 h (anche se c’è la neve)

Arriviamo a Bucarest a fine marzo, lasciando alle spalle un timido sole italiano e atterrando un venerdì sera con gelo e neve a darci il loro benvenuto.

Venerdì, h 18.00

L’aeroporto di Bucarest Otopeni dista 40 minuti circa dal cento della città ed è collegato molto bene con l’autobus 783 (che ferma in centro) e il 780 che vi porta comodamente alla stazione ferroviaria di Bucarest Nord.

Il nostro ostello è situato in pieno centro, quindi una volta salite sul 783 ci godiamo la tratta tra gli sguardi e i sorrisi di chi come noi è appena arrivato in Romania e qualche locale che conosce bene l’approccio con gli italiani, ehm le italiane.

Dal finestrino del bus, comincio a farmi una prima idea della città.

© WT_fan06

Vecchio e nuovo si alternano. Grandi insegne luminose si contrappongono ad automobili stile anni ’90. Superata la zona dei centri commerciali, si costeggia il polmone verde della città Parcul Herăstrău con i suoi laghetti e subito dopo dall’elegante Parcul Kiseleff, al cui interno si intravedono villette e abitazioni eleganti in stile Art Deco.

Per ora poco fa pensare che sia stata una città di dominazione sovietica, ma piuttosto che sia simile alle altre capitali europee.

La nostra fermata è Plaza Unirii 2. Qui la vista cambia e davanti a noi quattro palazzi grigi in perfetto stile sovietico. In dodici minuti a piedi arriviamo in ostello in via Strada Olimpului 13 e sembra letteralmente un paesaggio da Resident Evil: stradine strette, case abbandonate e fatiscenti, automobili completamente sommerse dalla neve.

Lasciamo i bagagli e ci facciamo subito consigliare qualche ristorantino locale dove passare la serata.

©Roman Harald

H 21.30

La prima scelta ricade su Caru cu bere, che è una vera e propria istituzione tra le scelte culinarie di Bucarest, ma senza prenotazione è molto difficile riuscire ad avere posto. Infatti, prenotiamo per il pranzo dell’indomani e ci dirigiamo sulla nostra seconda scelta, Lacrimi și Sfinți, in Strada Șepcari 16.

È un locale molto carino, accogliente e presenta uno stile tradizionale, ma con un non so che di sofisticato. La cena è molto abbondante e i prezzi sono leggermente sopra la media. Prendendo una zuppa (la classica chorba) come antipasto, un secondo a base di carne, vino e dolce, la cena ci costa 25 € a testa.

H 23.30

Siamo un po’ stanche e abbiamo mangiato più del solito, per questo decidiamo di ritornare in ostello e recuperare le energie per il giorno successivo. Siamo però nel bel mezzo del centro storico e un gruppo di musicisti sta suonando live.

Catturate dalla musica, entriamo in un locale, ma la gente ci guarda come se fossimo un po’ fuori luogo. Ordiniamo cinque Becherovka e sulle note di Jason Mraz, una ballerina si esibisce sui tavoli, attirando tutte le attenzioni su di sé.

Il locale è completamente tappezzato di foto di burleque e ha una grandissima varietà di whisky a vista sul bancone. Qualcuno si avvicina e ci indica che al piano di sopra l’atmosfera è più “caliente”.

Ci siamo appena accorte di essere in un antico locale di Bucarest, Bordello’s. Mandiamo giù i bicchieri e andiamo via, divertite dall’equivoco.

© Collin Key

Sabato h 10.00

Il meglio del nostro viaggio si svolge in questa splendida giornata. Lasciamo l’ostello verso le 10 del mattino e cerchiamo un bar dove fare colazione. La scelta ricade per una questione di comodità su Starbucks e una volta fatto il pieno di zuccheri, ci dirigiamo verso l’attrazione principale della città il Parlamento.

H 12.00

La visita all’edificio più grande del mondo dopo il Pentagono, il Parlamento romeno, vale davvero la pena, ve lo assicuro. Dura un’ora e mezza e vi lascerà senza parole, non tanto per l’aspetto architettonico della struttura (che è comunque sbalorditivo), quanto per le idee che l’hanno partorito.

È una storia complessa e contradditoria che ha come protagonista il dittatore Ceaușescu. Per suo volere la costruzione della Casa del Popolo è iniziata nel 1983 ed è stata ritardata fino a giugno del 1984.

Il Palazzo ha circa 1000 stanze, di cui 440 uffici, più di 30 sale e saloni, 4 ristoranti di lusso, 3 biblioteche ben dotate, due parcheggi sotterranei, una sala per concerti e anche uno stadio, che al momento è trasformato in deposito, e le restanti stanze sono ad uso della manutenzione e pulizia dell’edificio.

Quasi il 95 % dei materiali è di provenienza romena, così come i lavoratori che s’impegnarono nella realizzazione dell’opera.

Ceaușescu per costruire la sua cittadella rase al suolo ovviamente tutto quello che c’era: parte del centro storico di Bucarest con i suoi palazzi ottocenteschi che le avevano conferito il titolo di Parigi dell’Est, chiese, sinagoghe, abitazioni con conseguente sfratto dei suoi abitanti.

Le sue manie di grandezza e la sua visione erano in linea con il comunismo di matrice orientale. Tutto era improntato alla sua venerazione e all’umiliazione degli altri. Costruì una stanza senza lampadario per farla sembrare più grande e per fare sentire il singolo ovviamente più “piccolo”, umiliandolo, nell’attraversarla.

Fece rifare le scale più e più volte, affinché fossero in linea con la sua dimensione naturale (era basso di statura!) e fece costruire dei passaggi segreti per scappare in caso le cose si mettessero male. Dalla grande balconata di questo immenso palazzo vuoto si può osservare tutto Boulevard Uniri, progettato a immagine e somiglianza degli Champs elysees parigini, ma ovviamente superandoli in larghezza di 3,5 km.

Il biglietto per questo tour costa 35 Lei (7,50 € circa), comprensivo di guida.

Si è fatto tardi, è ora di pranzo!

H 14.00

Finalmente riusciamo ad avere il nostro bel tavolo prenotato al Caru cu bere. Venire qui è assolutamente una delle cose da fare a Bucarest, una vera e propria leggenda. Uno dei più antichi beerhouse di Bucarest, ha visto la luce nel 1879 nella vecchia locanda Zlatari, dopo 20 anni si è trasferita a Stavropoleos Street, dove possiamo trovare il locale ancora oggi. All’ingresso grandi porte girevoli in legno, volte enormi sul soffitto, vetrate colorate e tanti camerieri vestiti con abiti tradizionali, che girano indaffarati tra le decine di tavoli in legno.

Il cibo è davvero ottimo e ordiniamo di tutto: formaggi locali, creme di carciofo, di fagioli e peperoni, le classiche chorba, carne di maiale e salsicce alla griglia, il tutto accompagnato da favolose birre artigianali.

L’atmosfera qui è pazzesca, siamo letteralmente innamorate di questo posto. È uno dei pochi luoghi di Bucarest, dove sembra che nulla sia cambiato. Gli interni e l’architettura ricordano il motivo per cui una volta era considerata la piccola Parigi.

Terminiamo questo pranzo super abbondante con dell’ottimo Samaro, un amaro locale.

Pranzo: 20 €

H 16.00

Siamo in pieno centro storico e appena uscite dal Caru cu bere, iniziamo a dedicarci a tutte le attrazioni che si trovano a pochi metri da noi.

La chiesa ortodossa Stavropoleos è’ uno degli edifici religiosi più belli della capitale della Romania che spicca per il suo stile architettonico estremamente diverso rispetto ai palazzi e alle costruzioni nelle sue vicinanze.

Chiesa Stavropoleos

A due passi dal monastero di Stavropoleos, ci sono due splendidi edifici neoclassici, Il Museo Nazionale di Storia Rumena e il Palazzo della CEC Bank.

© Andrei Radu

Passeggiando, tra una pausa caffè e l’acquisto di souvenir, visitiamo un piccolo gioiello del centro storico,  Curtea Veche con la relativa chiesa della Vecchia Corte Principesca (Biserica Curtii Vechi), considerata la più antica della città. Si pensa che questo sia stato il plazzo in cui abbia risieduto il conte Vlad III, il principe sanguinario che divenne famoso con il nome di Conte Dracula.

Proprio lì di fronte è obbligatoria una sosta alla locanda più antica della città, sopravvissuta alla prova del tempo: Hanul lui Manuc.  Entrando nel cortile della locanda, si ha subito la sensazione che è un posto di altri tempi, capace di trasportarti un’altra dimensione. L’edificio è stato realizzato prevalentemente in legno e si articola su due piani, con al centro un piccolo giardino.

H 18.00

Le strade sono ricoperte di neve e nessuno se ne occupa. Del sale neanche l’ombra e ad ogni passo c’è il rischio di scivolare (ovviamente è un rischio che si è manifestato con una splendida caduta di F.)

Decidiamo di dedicare l’ultimo giro turistico della giornata a Piata Revolutiei, il luogo dove il 21 dicembre 1989 il regime comunista di Ceausescu cominciò a sfaldarsi. Il dittatore si affacciò al balcone della ex sede del Comitato centrale del Partito Comunista, oggi il Senato, e pronunciò quello che sarebbe stato il suo ultimo discorso in pubblico prima di fuggire dalla folla inferocita con l’elicottero. Sul lato opposto di Piata Revolutiei si trova l’ottocentesco ex Palazzo Reale, in stile neoclassico, ora sede del Museo Nazionale d’Arte, e lo splendido Auditorium Ateneul Roman Ateneo. A sud della piazza si trova la piccola e bella chiesa di Kretzulescu, dai caratteristici mattoni rossi.

H 20.00

La giornata è stata molto intensa, perciò decidiamo di ritornare in ostello per riposarci.

H 22.00

Decidiamo di trascorrere la nostra ultima serata a Bucarest, sgranocchiando qualcosa in giro e bevendo birre artigianali, in locali di cui non ricordo il nome.

©paimei01

Domenica h 11.00

Il nostro mini viaggio è giunto al termine. Facciamo un’abbondante colazione e ci dirigiamo verso l’aeroporto.

In queste 48 h ho scoperto una città affascinante, contraddittoria, un po’ trash un po’ retrò. L’unico rammarico (che si è convertito subito nel desiderio di ritornare in questa bizzarra città) è di non aver visto i posti più particolari come il Mercato di Obor, il museo del villaggio, gli splendidi parchi, perché secondo noi non ne valeva la pena con la neve.

Questioni di budget

Il totale dei prezzi riportati è di circa 105/110 €, aggiungendo i costi per due colazioni, qualche souvenir, un paio di birre nei locali la sera e il biglietto per ritornare dall’aeroporto di Bologna in centro, si riesce tranquillamente a trascorrere un weekend a meno di 150 € senza rinunciare a nulla!

 

 

 

 

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